societa’ cooperativa di vittorio
Sostenibilità, Società, Territorio
 
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  SERVIZI AGLI ABITANTI      
   
 


Oltre ai servizi già offerti dalla rete delle cooperative attraverso l’ALCAb, la cooperativa Di Vittorio proseguirà nell’offerta di consulenza legale e fiscale, ma nei futuri quartieri potrebbero essere offerti, oltre al servizio di amministrazione, di pulizia e di manutenzione, altri servizi più legati alle preferenze espresse dagli abitanti come l’assistenza – il consumo collettivo – il tempo libero – la cultura e la formazione.


Dove la domanda di casa sarà rivolta all’affitto, con una rilevanza di cittadini stranieri, i servizi potranno essere pensati in termini di integrazione, corsi di lingua, formazione professionale, educazione “civica”.
La possibilità di valorizzazione le diversità si rende possibile attraverso l’housing sociale con l’apertura a soggetti portatori di novità come studenti, ricercatori, nuove famiglie di giovani e di immigrati, tutti i soggetti con un sistema di preferenze diverso da quello tradizionale.

 
 


"Immagino che la cooperativa possa chiedere ai soci di housing sociale. di dare la loro disponibilità sul piano dei servizi, per cooperare con altri soci rispetto alle loro conoscenze o alle loro abilità. I soci aderiranno ad una proposta che integri l’assegnazione della casa con l’impegno nei confronti degli altri soci e del quartiere."

Questi nuovi soci dovranno essere disponibili ad esperienze di condivisione nell’abitare e nei servizi della cura e della assistenza. I nuovi soci, insieme alla Cooperativa, sapranno a ricercare da loro stessi e tra loro stessi soluzioni creative di aiuto reciproco per il soddisfacimento dei bisogni quotidiani.

   
     
 

I nostri soci di housing sociale del 2020 saranno dunque soggetti anziani, famiglie o giovani coppie a basso reddito, famiglie di emigrati, donne sole con figli, e in più studenti, insegnanti, ricercatori, giovani professionisti.

Dovremo essere in grado di differenziare l’offerta. Alcuni dovranno essere sostenuti nell’accesso al credito per l’acquisto della abitazione, altri preferiranno essere collocati in locazione o in uso. Altri ancora avranno una aspettativa sulla casa come integrazione di diverse funzioni nei diversi momenti della giornata, spazi per lavorare, per ricevere clienti, per stare con la famiglia. Spazi elastici che seguano il ritmo circadiano dello stile di vita degli abitanti e che li seguano anche rispetto all’intero ciclo di vita.

A proposito della figura del socio anziano, spesso oggetto di riflessioni non troppo generose, occorre pensare che, con l’innalzamento dell’età pensionabile e l’allungamento delle aspettative di vita, il punto di vista attuale va un po’ripensato: nel 2020 e negli anni a venire questa figura rappresenterà una risorsa: avrà capacità di avere un accesso ai sistemi informatici, avrà maturato nella sua esistenza interessi, capacità e professionalità in diversi settori e comunque avrà “qualità” superiori a quelle cui oggi siamo abituati. Un più elevato grado di scolarizzazione e di istruzione, nuovi bisogni da soddisfare, ma anche concrete proposte da fare e forse la capacità di soddisfarle per sé e per gli altri.

Dove invece interverremo per realizzare interventi edilizi in proprietà sul modello di tipo suburbano i servizi dovranno essere integrati al prodotto: connessioni a banda larga, tecnologia degli impianti e demotica e tutti i servizi cooperativi accessibili da internet.
E’ probabile che chi sceglie un maggiore isolamento tende a far da sé, però ci sono alcuni servizi che possono essere comunque erogati per un ulteriore miglioramento della qualità della vita. Il modello di dispersione urbana è un modello improntato all’individualismo e genera tendenzialmente una segregazione per gruppi a diverso reddito. Questa organizzazione sociale è visibile anche nel paesaggio urbano, nella tipologia dei fabbricati. Per evitare che la ricerca di qualità della vita si trasformi in una forma di isolamento questa modalità dell’abitare va inserita in un sistema di servizi in connessione che contribuiscano a realizzare una delle aspirazioni presenti nella nostra società: la ricerca piccole comunità molto coese che permette di integrare la spinta individuale e il desiderio di socialità. E’ la we-me society.

Il telelavoro è una grande opportunità: rendere possibile il lavoro a casa ha ampliato i momenti di vita familiare. La casa – una villetta bifamiliare – ha assorbito i nuovi usi dedicando una stanza ad ufficio e utilizzando le connessioni ad altissima velocità.

 

 
     
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